Edfu, il tempio che c’è ancora tutto
Fra Luxor e Assuan c’è un tempio che non si visita immaginando quello che manca: a Edfu c’è ancora tutto, tetto compreso. Si è conservato per un motivo che sembra un paradosso: è rimasto sepolto per secoli.
Il tempio che c’è ancora tutto
Quasi tutti i templi egizi si visitano immaginando quello che manca: il tetto crollato, le sale aperte al cielo, i muri a mezza altezza. A Edfu no. Il tetto è al suo posto e i muri sono completi, e questo cambia completamente la visita.
Entrando si passa dalla luce piena del cortile al buio delle sale interne, esattamente come era previsto: gli ambienti si fanno più piccoli, più bassi e più scuri man mano che ci si avvicina al santuario. È l’unico posto in Egitto dove quella progressione si sente ancora addosso invece di doverla ricostruire con la fantasia.
Si è salvato perché è stato sepolto
La ragione della sua conservazione è quasi ironica: per secoli il tempio è rimasto sotto terra. Il limo del Nilo si è depositato, il villaggio ci ha costruito sopra le case, e sotto quel peso l’edificio è rimasto al riparo dalla pioggia, dal vento e da chi cercava pietra da riutilizzare.
È la stessa storia di Esna, dove però il villaggio è ancora lì e solo l’atrio è stato liberato. A Edfu lo scavo è arrivato fino in fondo, ed è per questo che si visita un tempio intero invece di una sala.
Le pareti che spiegano se stesse
Sulle pareti non ci sono solo scene di offerta: ci sono i testi che descrivono i riti celebrati in quelle stesse stanze e notizie sulla costruzione dell’edificio. È un tempio che documenta se stesso, e per gli studiosi vale quanto la sua conservazione.
Se volete orientarvi su una parete senza conoscere i geroglifici, il metodo è in come si legge la parete di un tempio. All’ingresso, intanto, ci sono i falchi: Horus, il padrone di casa.
Dove si trova e come inserirlo
Edfu sta fra Luxor e Assuan, sulla riva del Nilo, ed è una delle soste che le crociere sul Nilo includono quasi sempre davvero, non solo sulla carta. Si abbina naturalmente a Kom Ombo, poco più a sud, e a Esna risalendo verso nord.
La visita a sé è il tempio di Edfu. Se partite da Luxor, il quadro completo della zona è in cosa vedere a Luxor, e l’itinerario su misura in viaggi su misura.
Domande frequenti sul tempio di Edfu
Perché Edfu è considerato il tempio meglio conservato d’Egitto?
Perché è quasi intatto: il tetto è al suo posto, i muri sono completi, le sale interne sono ancora buie come dovevano essere. Negli altri templi si guarda una struttura aperta al cielo; qui si cammina dentro un edificio finito.
Come ha fatto a conservarsi così?
Perché per secoli è rimasto sepolto. Il limo del fiume e poi le case del villaggio lo hanno coperto quasi del tutto, e quella sepoltura lo ha protetto dalla pioggia, dal vento e da chi cercava pietra da riusare.
Che cosa sono le statue di falco all’ingresso?
Sono Horus, il dio a cui il tempio è dedicato, rappresentato come falco. Sono fra le immagini più fotografate dell’Alto Egitto e stanno proprio dove il visitatore entra.
Vale la pena fermarsi se si è in crociera?
Sì, ed è una delle poche soste che quasi tutti gli itinerari includono davvero. Il tempio è vicino all’attracco e la visita dura poco più di un’ora.
Che cosa raccontano le iscrizioni?
Anche il tempio stesso: sulle pareti sono incisi i riti che vi si celebravano e notizie sulla sua costruzione. È un edificio che documenta se stesso, ed è raro.
Volete Edfu con il tempo di entrarci davvero, non una sosta di corsa? Diteci le date: la organizziamo con una guida egittologa di lingua italiana.